Wrestling, il nuovo demonio

Il prossimo potresti essere tu. O tu, oppure tu, o anche io. Tutti lo possiamo essere. Di cosa parlo? Di limiti imposti alla creatività. Ma partiamo dall’inizio e facciamo ordine. […]

Il prossimo potresti essere tu. O tu, oppure tu, o anche io. Tutti lo possiamo essere. Di cosa parlo? Di limiti imposti alla creatività. Ma partiamo dall’inizio e facciamo ordine.

Già da qualche mese Youtube impone delle restrizioni e delle limitazioni ai contenuti che un “creator” può portare sul proprio canale. In particolar modo per certi contenuti che le linee guida di Youtube indicano come incitanti all’odio o alla violenza, contenuti sessualmente espliciti e altre puttanate varie, viene impedito al creatore di essi la monetizzazione di tali video.

L’idea sarebbe anche lodevole; in fondo la deriva che stanno prendendo i vari social network è quantomeno imbarazzante, e magari la soluzione ariverà dall’Italia col progetto di carta d’identità virtuale ma questo è un altro discorso che qui c’entra poco.

Idea lodevole dicevo, ma come sempre la realizzazione lascia a desiderare e tra i vari motivi ce ne è anche uno che a noi tocca da vicino.

Infatti tra i tipi di contenuti messi all’indice delle restrizioni da Youtube troviamo anche il wrestling.

La cosa qui da noi è passata un po’ sotto silenzio, ma nel Regno Unito c’è chi ha voluto far sentire la propria voce, perché il wrestling non è solo violenza ma è uno spettacolo a tutto tondo, a che pro quindi limitarne la visione?

Ed eccoci giunti alla sera del 3 giugno quando l’inglese WCPW (What Culture Pro Wrestling) va in scena con Fight Back, evento che va in live streaming proprio su Youtube e all’interno del quale vi è anche un messaggio di protestadel GM della compagnia contro Youtube.

Il risultato è che lo show viene rimosso nel giro di poche ore da Youtube stesso il quale manda anche uno Strike al canale della WCPW, impedendo addirittura al canale di trasmettere altri contenuti in live streaming. Il tutto per aver trasmesso uno show di wrestling!

Noi che siamo fan sappiamo quanto sia sciocca questa politica di Youtube; sappiamo come già detto che il wrestling non è solo violenza, sappiamo che la violenza è da altre parti basta guardare un qualsiasi tg o anche Youtube stesso visto che online ci sono migliaia, se non milioni di video violenti e pieni di odio.

Ma come al solito ci si accanisce contro il bersaglio facile e meglio controllabile, il wrestling, che così passerà di nuovo agli occhi della massa ignorante come il diavolo da eliminare, quando magari certi controlli, che siano fatti manualmente o da algoritmi poco importa, potrebbero essere mirati in altre direzioni.

Qui sotto troverete un link a una petizione online che tutti i fan di wrestling dovrebbero firmare, magari non servirà a nulla ma rappresenta comunque un primo passo e un modo per essere tutti uniti soprattutto verso quegli appassionati, quelle piccole realtà, che anche tramite Youtube potevano ottenere visibilità e un minimo di sostentamento.

Anche perché di questo passo tutto andrà a morire.

CLICCA QUI PER FIRMARE LA PETIZIONE

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